Barcellona, nella Sagrada Familia blindata centinaia per la preghiera della Pace
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Barcellona, nella Sagrada Familia blindata centinaia per la preghiera della Pace

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Il rito in cinque lingue nel più imponente simbolo della cristianità spagnola per commemorare le 15 vittime, di cui 3 italiani, dell'attacco terroristico di giovedì scorso a Barcellona. L'arcivescovo: "Pace, rispetto e convivenza fraterna, mosaico sul quale si costruisce la società". La chiesa, secondo i media spagnoli, era nel mirino dei terroristi prima della strage sulla Rambla
Commossa e blindatissima, a Barcellona si è svolta la cerimonia per le vittime dell'attentato sulla Rambla. Una "Misa por la Pau", iniziata alle 10, per concludersi un'ora e mezza dopo, celebrata in cinque lingue per commemorare le 15 vittime di diverse nazionalità (tre gli italiani, Bruno Gulotta, Luca Russo e Carmen Lopardo) travolte giovedì scorso da un furgone con a bordo un commando jihadista. Il rito è stato ospitato all'interno della Sagrada Familia, l'imponente simbolo cristiano più celebre della Spagna e in prima fila - con un forte messaggio di unità anche politica - siedevano i reali di Spagna e il premier Mariano Rajoy, con il presidente della Catalogna Carles Puigdemont, la sindaca di Barcellona Ada Colau e il sindaco di Cambrils, Camí Mendoza.
La messa è stata concelebrata dall'arcivescovo e dal cardinale di Barcellona, Joan Josep Omella, insieme al vescovo ausiliare Sebastià Taltavull. Ed è stato proprio Omella a sottolineare il messaggio di fratellanza: "La pace è la migliore amica della nostra vita e chiediamo al Signore che ci dia la maniera di essere artigiani di pace". "E' bello essere qui tutti uniti - ha aggiunto - questo è il mosaico sul quale si costruisce la società. Tutti uniti per un obiettivo comune: la pace, il rispetto e la convivenza fraterna. L'unione ci rafforza, la divisione ci corrode e ci distrugge".

LE INDAGINI
Intanto proseguono le ricerche per catturare il ventidueenne marocchino Younes Abouyaaqoub, il 22enne accusato ora di essere stato lui alla guida del furgone della strage. Anche la madre gli ha rivolto l'appello di costituirsi. E c'è mistero anche su Yousseff Aallaa e, soprattutto, sull'imam Abdel Baki Essati, di cui, da Ripoll, borgo ai piedi dei Pirenei a meno di 50 chilometri dal confine sulla Francia, si sono perse le tracce.

Una massiccia presenza di polizia è stata segnalata alle prime luci dell'alba proprio a Ripoll, la cittadina da cui provenivano anche altri membri della cellula terroristica che ha colpito a Barcellona e a Cambrils.
Lo riferisce El Pais, mentre La Vanguardia parla di un grande dispiegamento di polizia a Girona, a nord di Barcellona, e nella vicina Manlleu, località frequentata abitualmente da Abouyaaqoub, dove era stato trovato uno dei furgoni noleggiati dalla cellula che ha colpito in Catalogna.

Intensificati in queste ore anche i contatti con le autorità dell'antiterrorismo francese anche se, secondo "Le Journal de Dimanche", "niente" collega "per ora" i membri della cellula con la Francia. Tuttavia, i servizi segreti di Parigi stanno lavorando ad un numero telefonico francese trovato nell'elenco dei contatti di uno dei sospetti.

E, in attesa delle risposte degli esami sul dna di tutte le vittime dell'esplosione della villetta di Alcanar, gli inquirenti catalani continuano a indagare anche sulla vicenda dell'auto che giovedì scorso, pochi minuti dopo l'attentato sulla Rambla, ha saltato un posto di blocco sulla Diagonal di Barcellona, e in cui è stato trovato il cadavere di un uomo pugnalato. Dopo essere stata colpita dai proiettili degli agenti, la Ford focus è stata abbandonata a tre chilometri di distanza, all'altezza di Sant Just Desvern. All'interno del mezzo, gli agenti hanno trovato sui sedili posteriori il cadavere del cooperante spagnolo di 34 anni e residente a Vilafranca del Penedès. In un primo momento, gli agenti hanno ipotizzato che l'uomo potesse essere morto per gli spari ma l'autopsia ha confermato la morte per ferite da coltello.
L'evento era aperto a tutti i cittadini, tanta gente comune, turisti e tantissimi giovani, ma con eccezionali misure di sicurezza anche perchè la chiesa, secondo i media spagnoli, era il primo obbiettivo nel mirino dei terroristi che poi hanno colpito i passanti sulla Rambla.


Fonte: www.repubblica.it






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