Catalogna, Madrid limita i poteri di Puigdemont e blocca le finanze agli indipendenti
Si prega di disabilitare gli script di anti adblock per visualizzare questa pagina
NAV
Ciao, ospite! Accedi o Registrati su Stertix.it
LoginRegistrati
Registrati adesso è GRATUITO

Appena entrato avrai:
Norton Safe Web Connessione HTTPS Sicura

Registrati Adesso!

Pubblicità


Facebook Twitter Linkedin MySpace Technorati Digg

Catalogna, Madrid limita i poteri di Puigdemont e blocca le finanze agli indipendenti

55 Visualizzazioni


Madrid limita i poteri di Puigdemont e blocca le finanze catalane. Il pugno di Madrid è ogni giorno più duro, attorno alla Catalogna ribelle proiettata verso il referendum sull'indipendenza. La data del primo ottobre si avvicina e il governo spagnolo ha deciso oggi la prima misura di limitazione dei poteri di Barcellona, prendendo il controllo della sua spesa pubblica. Il ministro delle finanze spagnolo Cristobal Montoro ha annunciato dopo una riunione del governo del premier Mariano Rajoy di avere dato 48 ore al presidente catalano Carles Puigdemont per rinunciare alla parte non obbligatoria della spesa pubblica, cioè tutto ciò che non è il pagamento dei funzionari. Altrimenti Madrid prenderà il controllo di tutta la spesa catalana per fare sì che «nemmeno un euro» possa servire all'organizzazione del referendum considerato illegale. In qualsiasi caso le finanze catalane saranno sotto il controllo dello Stato spagnolo.

La decisione di Madrid interviene all'indomani della grande festa dell'avvio della campagna ufficiale per il referendum a Tarragona, con il presidente Puigdemont e il vicepresidente Oriol Junqueras, davanti a 10mila entusiasti della futura “Repubblica”. E dell'annuncio del sindaco Ada Colau che anche nella capitale Barcellona il primo ottobre si potrà votare, nonostante le minacce e i moniti di Madrid. Puigdemont ha aperto la festa di Tarragona salutando i «querellados e querelladas», gli «Indagati e indagate», che lo circondavano. La procura spagnola lo ha già denunciato, con tutti i suoi ministri, la presidente del Parlament Carme Forcadell, l'ufficio di presidenza, 712 sindaci e i presidenti delle loro due associazioni. Ma nonostante denunce, intimdazioni e minacce di arresto la Catalogna va avanti, in aperta disobbedienza allo Stato spagnolo.









contatore