Se non studi a 15 anni, non recupererai più le conoscenze perse: lo rivela uno studio
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Se non studi a 15 anni, non recupererai più le conoscenze perse: lo rivela uno studio

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Se siete degli studenti quindicenni con poca voglia di studiare e se sopravvivete a scuola grazie ai bigliettini e alla fortuna, allora è in arrivo una brutta notizia per voi. Uno studio condotto dall'Ocse ha rivelato che tutte le informazioni e le conoscenze che vi state perdendo adesso non le recupererete più!

Lo studio è stato effettuato su 16 paesi d'Europa, Asia e America ed era volto a scoprire se gli studenti più brillanti a 15 anni conservavano la stessa bravura nei campi legati alla lettura e alla matematica anche verso i 23-25 anni e se invece chi non dimostra molte buone competenze intorno agli stessi ambiti a 15 anni riesce a recuperarle nel corso degli anni. E stato così che si è scoperto che nella maggioranza dei casi i quindicenni senza buone competenze non migliorano, mentre quelli più brillanti restano tali. Il risultato è stato infatti confermato dai ragazzi finlandesi, coreani, giapponesi e svizzeri in modo positivo (perché dimostrano sempre buoni risultati) e da italiani, spagnoli, tedeschi, austriaci e polacchi in modo negativo (perchè hanno dimostrato in entrambi i casi risultati più bassi).

Casi curiosi sono quelli registrati da parte di italiani e spagnoli nell'ambito della lettura. Perchè se a quindici anni, sottoposti ai test,quasi pareggiavano i loro coetanei più bravi, dodici anni dopo hanno mostrato molte più lacune degli altri. I risultati italiani tuttavia - con nostro grande dispiacere - si sono rivelati sempre molto bassi, sia tra quelli dei quindicenni sia tra quelli dei ventenni.

Ma cosa vogliono dire concretamente questi dati? Che è necessario far sì che gli studenti apprendano le conoscenze di base entro la fine degli anni per cui si prevede un insegnamento obbligatorio e in modo particolare che questi studi vengano messi in pratica negli anni successivi, specialmente dalle scuole superiori in poi, per non perdere mai le nozioni acquisite, ma riuscire a farle fruttare.

Il problema che si pone è dunque come i governi riusciranno a permettere ai giovani di mettere in atto le proprie conoscenze in un periodo come questo in cui il lavoro scarseggia. Problema che sarà sicuramente da affrontare a favore di chi in futuro non vorrà che questi anni passati sui banchi a faticare e studiare non siano solo anni persi.









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