Zuckerberg si programmerà il maggiordomo. In casa farà quasi tutto lui
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Zuckerberg si programmerà il maggiordomo. In casa farà quasi tutto lui

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Il papà del social network, che conta 1 miliardo di utenti attivi al dì, ha deciso di programmare la basica AI (intelligenza artificiale) senza aiuti: da solo e partendo dalla propria abitazione. L’ha annunciato pubblicando un post sulla propria bacheca personale

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APRIRA' la porta di casa ai nostri amici, semplicemente guardandoli negli occhi. Accenderà le luci, la musica, controllerà la temperatura. Guidato dalla nostra voce. È l'assistente domestico immaginato da Mark Zuckerberg. A cui il papà di Facebook, e da poco anche di una bimba di nome Max, ha intenzione di lavorare entro il prossimo anno. La sua sfida personale per il 2016.


CORO - Progettato dalla scuola superiore Sant'Anna di Pisa, è un robot badante e infermiere. È stato testato in una residenza assistita fiorentina, la San Lorenzo a Rovezzano, dove ha scorazzato tra gli anziani per un mese

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FURO - È stato protagonista tra i padiglioni del CES, la fiera di tecnologia di Las Vegas, lo scorso anno. Si chiama Furo-i Home: è un robot progettato per interagire con gli altri oggetti connessi alla Rete della casa, può essere usato per tenere d'occhio piccini e adulti.

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ROBOTIS MINI - E' programmabile per rispondere al tocco, ai gesti, e ai comandi vocali con sorprendente precisione. Costa 500 dollari. La pecca? Non è facile da assemblare.

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ROCKAROO - A costruirlo è stata una compagnia costituita, non a caso di certo, da quattro mamme. Che cosa fa? Tiene traccia del peso del bambino e della sua posizione centinaia di volte al secondo, e poi replica l'oscillazione con un sedile che ruota dal basso.

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KIBO ROBOT - È più di un giocattolo, è uno strumento utile per l'apprendimento. Il suo nome è Kibo e i bimbi possono divertirsi a usarlo, mentre imparano l'arte della programmazione.

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SCOOBA - Aspirano la polvere, lavano o asciugano il pavimento. Strumenti robotizzati che sono sempre più diffusi e costano sempre meno. Un grande mercato. Si distingue Scooba 450 (600 dollari).

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LITTER-ROBOT - Dobbiamo pulire la lettiera del gatto. È un lavoro sporco, ma che va fatto. Ci pensa Litter-Robot che, grazie a un sensore, sa quando è ora di intervenire.

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DROPLET - Ce n'è anche per il giardino. Droplet ci aiuta a innaffiare a una determinata ora e in un determinato modo. Un'evoluzione smart dei vecchi irrigatori.

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Così, se il 2015 è stata la stagione dei due libri al mese, del mandarino, e del "conoscere una persona nuova ogni giorno", nell'immediato futuro le attenzioni del 31enne si concentreranno sull'intelligenza artificiale. Ad annunciarlo è lo stesso Zuckerberg, pubblicando un post sulla propria bacheca personale. Come ormai ha l'abitudine di fare per tenere aggiornata la comunità in blu che conta 1 miliardo di utenti attivi al dì. In ogni parte del mondo. Si tratterà, spiega, di "una semplice AI (intelligenza artificiale ndr) per gestire la casa e aiutarmi con il lavoro". Alcuni speculano sul fatto che possa essere un vero robot, in metallo e chip, ma è difficile da stabilire. Ciò che è certo: Mr. Facebook la paragona a Jarvis, l'aiutante digitale di Iron Man. E sarà "intelligente" nel senso che interagire con lei equivarrà a dialogare con un essere umano. O quasi. "Le parlerò, potrà vedere me e le mie espressioni facciali, predire ciò di cui ho bisogno prima del tempo e così via". Anche se non ha ancora deciso come la chiamerà, svela nei commenti chiedendo suggerimenti ai seguaci.

"Le insegnerò a farmi sapere ciò che succede nella camera di Max che ho necessità di controllare quando non sono con lei", prosegue Mark che per amore della neo arrivata ha preso anche due mesi di paternità. "Mentre sul versante lavorativo, mi aiuterà a visualizzare i dati in realtà virtuale, in modo da consentirmi di costruire servizi migliori e gestire le mie organizzazioni più efficacemente". Il tutto, probabilmente, facendo ricorso a Oculus Rift: il visore per la realtà aumentata inglobato dal social network nel 2014, per due miliardi di dollari, e presto in vendita. Attenzione però: non è l'annuncio di una nuova compagnia. Ma, precisa Zuckerberg, un progetto tutto suo "per imparare cose nuove". Il mantra è "inventa". Tanto che ha deciso di programmare la basica AI senza aiuti: da solo e partendo dalla propria abitazione. Perché "la tecnologia è diversa di casa in casa, quindi sarà più semplice iniziare costruendo qualcosa esclusivamente per me, che un prodotto generale che funzioni per tutti".

Curiosi di sapere come si evolverà? Niente paura, il giovane milionario promette di aggiornarci sui propri progressi circa una volta al mese. Su Facebook, of course. Un'ambizione individuale, quella di Mark, che si sposa con un tema collettivo e attuale: l'intelligenza artificiale sarà, infatti, una grande protagonista del mondo hi-tech nel 2016. L'hanno criticata in molti. Primo fra tutti l'eclettico fondatore di Tesla, Elon Musk, che lo scorso dicembre ha annunciato con un tweet la nascita di OpenAI: una compagnia no profit che vuole promuovere lo sviluppo del deep learning (cioè quella tecnologia d’apprendimento automatico, sviluppata a partire dagli anni Ottanta, che mima il comportamento dei neuroni umani), in modo aperto e collaborativo ."Penso che possiamo costruire l'intelligenza artificiale in modo che lavori per noi", è invece il pensiero guida di Zuckerberg, preoccupato più dai disastri dovuti alla diffusione di "malattie e violenze". Stesso discorso per Eric Schmidt, direttore esecutivo di Alphabet Inc., e Jared Cohen, direttore di Google Ideas che sull'ultimo numero del Time scrivono: "Alla fine l'AI è una tecnologia e la tecnologia è solo uno strumento. Sta a noi usarlo bene, sfruttare il suo potere per migliorare le nostre vite e quelle delle persone che ci circondano".









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