Norvegia, domani in 5 milioni alle urne per il nuovo governo. Testa a testa tra destr
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Norvegia, domani in 5 milioni alle urne per il nuovo governo. Testa a testa tra destr

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Sarà una manciata di voti a decidere domani il nuovo governo della Norvegia. Un'elezione che, per la prima volta in Europa, vedrà sottoposta al giudizio di 5.2 milioni di cittadini l'esperienza governativa di un partito populista di destra. Secondo i sondaggi, le due principali formazioni in lizza per il controllo dello Stortinget, il Parlamento unicamerale del Paese scandinavo, avranno bisogno del sostegno di altre forze per poter governare. La premier uscente Erna Solberg, leader del partito Conservatore, già dal 2013 guida un governo di minoranza insieme all'altro partito di centrodestra del parlamento norvegese, il partito del Progresso, e grazie al sostegno di due formazioni centriste, una di ispirazione cristiana e l'altra liberale, che però avevano deciso di non entrare nella coalizione per le differenze con la forza guidata dell'attuale ministra alle Finanze Siv Jensen, principalmente sulle politiche di immigrazione.

Secondo un sondaggio di Kantar TNS commissionato dall'emittente TV2, a una settimana dalle elezioni ai quattro partiti di centro-destra vengono assegnati 87 seggi su 169, nove in meno rispetto al 2013, ma sufficienti per ottenere la maggioranza (per la quale ne bastano 85). A mettere in forse una nuova vittoria di Solberg potrebbe però essere il risultato dei liberali, che alcuni sondaggi danno sotto la soglia del 4 per cento necessario per entrare nel Parlamento. «È importante riconoscere che tutti e quattro i partiti possono influenzare gli sviluppi in Norvegia e sono dipendenti l'uno dall'altro», ha detto la premier uscente all'emittente Nrk, auspicando che tutti e quattro facciano parte del prossimo governo.

Secondo un altro sondaggio pubblicato martedì dal quotidiano VG ad essere il favorito per tornare a presiedere il governo di Oslo è invece l'opposizione di sinistra, guidata dal Partito laburista di Jonas Gahr Store, alla quale andrebbero 86 seggi. Tra gli altri partiti in lizza, merita attenzione il partito dei Verdi che più di ogni altro ha guadagnato consensi prima delle elezioni e potrebbe risultare determinante per governare. Nonostante Store lo abbia escluso come possibile partner di coalizione, il leader Rasmus Hansson ha infatti affermato che il suo partito potrebbe sostenere una manovra di bilancio considerata «meno dannosa per il clima», concedendo di fatto il sostegno a un'eventuale maggioranza laburista. Ministro degli Esteri nell'ultimo esecutivo di centrosinistra presieduto dall'attuale segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, se eletto Store proporrà un programma di incremento delle tasse e di maggiori limitazioni all'inquinamento prodotto dalle industrie, in particolari quelle che estraggono petrolio. «Il governo ha introdotto tagli fiscali che favoriscono i più ricchi e aumentano la divisione tra i diversi gruppi del paese», ha detto il politico norvegese che sostiene l'aumento delle tasse a sostegno del sistema welfare e scolastico. Alla ricerca di un secondo mandato, la 56enne Solberg ha invece promesso maggiore impegno nella creazione di posti di lavoro, nel miglioramento del sistema sanitario e maggiori investimenti per la difesa e la polizia. Quanto all'economia norvegese, Solberg ha sottolineato che, dopo aver subito un forte calo dovuto al taglio dei prezzi del petrolio, è in ripresa anche grazie ai tagli fiscali e al rendimento del fondo sovrano.









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