RiME, il lungo viaggio verso la verità – Recensione
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Tag: RiME, lungo, viaggio, verso, verità, Recensione,
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Recensione RiME, il lungo viaggio verso la verità – Recensione
147 Visite
Utente Genio
****
5.00C
2017 Jul
0
176
Utente Genio

Messaggio: #1
Recensione RiME, il lungo viaggio verso la verità – Recensione
10/07/2017 14:40

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In un’estate calda come questa è naturale cercare giochi leggeri e dal gameplay quasi minimale. RiME, creatura nata dalle mani del team spagnolo Tequila Works, regala non soltanto ore di divertimento e soddisfazione, ma anche emozioni e stupore.


Immersi in un mondo colorato e circondati da una colonna sonora degna di un film, saremo liberi di perderci a guardare l’aurora boreale o a nuotare in acque cristalline, seguendo la morbida coda di una volpe rossa verso la rivelazione finale. Mi ci è voluto del tempo prima di riuscire ad affrontare questa recensione nel modo giusto. RiME è stato un’esperienza quasi mistica, per il mio modo di vedere i videogiochi e volevo trovare il modo di rendergli omaggio.

Gameplay
[Immagine: 20170627143243_1-400x225.jpg]
RiMEPartiamo dalle basi. RiME è un adventure puzzle pubblicato da Grey Box e Six Foot, presenta una serie di enigmi ambientali sempre diversi e mai noiosi. La curva di apprendimento e difficoltà non aumenta troppo rapidamente e ci permette di vivere il gioco nella sua pienezza, regalandoci scorci d’una bellezza mozzafiato e guidandoci timidamente per mano lungo una storia che profuma di favola. È questo uno dei particolari che ha riscosso maggior successo in questo titolo; la sua lore non è nascosta in testi criptici da leggere ma sbriciolata con sapienza nel mondo che ci circonda grazie a pitture e statue impressionanti, ad un’elegante accuratezza registica e ad una musica che sembra pulsare e respirare in sincrono con i nostri progressi, adattandosi alla perfezione a quello che accade a schermo. I collezionabili sono molti e ben nascosti e anche loro aggiungono nuove tessere in quel mosaico che è passato del ragazzino stropicciato che impersoniamo, lasciando la comprensione della trama totalmente alla nostra libera interpretazione, alla nostra sensibilità e colpo d’occhio. Chi è il giovane protagonista? Un principe perduto che cerca di tornare a casa? Un piccolo prescelto che deve cercare di riportare in vita un regno ormai decaduto? Cosa si nasconde all’interno di quella torre che fa da sfondo a tutto il gioco? E chi è quella figura con il mantello rosso che, insieme ad una volpe che lascia dietro di sé i colori dell’autunno, ci guida in silenzio verso il successivo enigma?
Non troverete qui le risposte a queste domande, naturalmente, perchè RiME è una piccola perla che va non solo giocata, ma anche vissuta.

Degni di nota sono i personaggi comprimari che appaiono lungo tutta l’avventura, figure a volte irraggiungibili e a volte di una dolcezza quasi straziante. Prima in ordine di apparizione e nostra RiMEcompagna per tutto il percorso è una piccola volpe rossa che ci guiderà da un puzzle all’altro come se fosse lei stessa il nostro filo d’Arianna. Uno spirito affine dotato di una magia antica e un’amica silenziosa che sarà al nostro fianco ad ogni nuova rivelazione, nel bene e nel male. Non nego che i momenti dove l’interazione con la volpe è al centro dell’attenzione sono riusciti a strapparmi più di un sorriso e qualche lacrimuccia – ma sono una signorina, mi commuovo facilmente. Un peso appena minore è quello dato all’uomo con il mantello rosso, sempre silente e irraggiungibile, che si staglierà contro l’orizzonte per segnare la nostra via verso l’imponente torre che ci farà da sfondo per la maggior parte del gioco.

Parlando invece del puro e semplice gameplay, RiME risulta essere intuitivo e mai frustrante. Il mondo reagirà al nostro passaggio o al nostro canto, muterà all’azionarsi di macchinari apparentemente abbandonati. L’input lag non è praticamente presente e il giovane protagonista reagisce nel modo migliore ai nostri comandi, saltando o arrampicandosi senza animazioni legnose e ritardi irritanti. La telecamera non combatte contro il giocatore e si rivela di aiuto in alcuni passaggi, spostandosi in carrellate che sono insieme magnifiche e rivelatrici su cosa ci aspetta poco più avanti. Persino quando ci si trova a dover nuotare sott’acqua il movimento risulta credibile e piacevole, caso più unico che raro viste le difficoltà che spesso si trovano nei livelli acquatici della grande maggioranza dei platform.

L’assenza di danni da caduta è, forse, l’unica piccola pecca che mi sento di trovare in un gameplay azzeccato e divertente. Il potersi lanciare da grandi altezze senza rischiare di morire a volte spezza un level design notevole, permettendo di trovare scorciatoie anche dove non dovrebbero essercene.
[Immagine: 20170605203254_1-400x225.jpg]


Comparto Tecnico
[Immagine: rime-press-tour-screenshot-7-rime-press-...00x225.jpg]
Dal punto di vista grafico, come accennato in precedenza, questo titolo regala immense soddisfazioni. Colori semplici e quasi piatti, simili a quelli usati nell’ultimo titolo di Zelda, vengono resi vivi e pulsanti da giochi di luce sorprendenti. In ogni schema si può ben RiMEnotare con quanta cura siano stati studiati gli ambienti, fino al più piccolo particolare. L’ombreggiatura delle pietre, il colore della sabbia e l’acqua cristallina danno al gioco un che di palpabile, aumentando il senso di stupore che la trama sapientemente nascosta già regala. Durante tutto il gioco ci troviamo ad affrontare diversi cambi di location e, di conseguenza, delle palette cromatiche sfruttate e ogni cambiamento si sposa perfettamente all’emozione che il gioco vuole scatenare, giocando sottilmente con la psicologia dei colori. L’ambiente della foresta al terzo schema, ad esempio, si basa per tutta la prima parte su tonalità di verdi vibranti e gialli molto tenui, distraendo l’occhio e portando la mente a rilassarsi e a distrarsi, facendole dimenticare per qualche istante di essere incastrata in un subdolo labirinto. Interessante anche il contrasto cromatico scelto per il secondo livello di RiME dove il giallo e l’ocra di un deserto insidioso si contrappone all’azzurro fresco e limpido dell’oceano dove nuoteremo per sfuggire al pericolo.
RiMECi troviamo di fronte ad un Unreal Engine 4 sfruttato in maniera notevole, se si escludono diversi cali di fps non giustificati, con ottimi modelli e animazioni di tutto rispetto. Notare il cambiamento nei movimenti del piccolo protagonista a seconda del terreno su cui ci si trova è stata una piacevole scoperta; vederlo correre saltellando e aprendo le ginocchia per correre nell’acqua bassa esattamente come farebbe chiunque di noi è stata una gioia per gli occhi. Nella mia personale run è capitato che un paio di volte s’incastrasse in un poligono in maniera quasi casuale ma, sempre parlando della mia esperienza, non ho riscontrato bug o glitch tali da rovinare l’esperienza di gioco.
La colonna sonora merita una menzione a parte. Orchestrata magistralmente, accompagna ogni passo e ogni scena in modo naturale e piacevole, legando ogni pezzo al successivo in maniera dolce ed armonica. Non c’è un solo momento in cui il sottofondo risulti fastidioso o discordante ed i rumori utilizzati si sposano alla perfezione alla musica. Persino una della capacità del protagonista, poche note canticchiate per attivare alcuni tipi di puzzle, si fonde con l’armonia di fondo. Una delle canzoni presenti in RiME, “Forgotten City”, vede la partecipazione dell’eccezionale violinista Lindsey Stirling.
[Immagine: 20170605200740_1-400x225.jpg]

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Utente Genio
****
5.00C
2017 Sep
8
268
Utente Genio

Messaggio: #2
Recensione RiME, il lungo viaggio verso la verità – Recensione
27/09/2017 10:18


Bello

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