Renzi: «Bene blocco sbarchi, aiutiamoli davvero a casa loro»
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Renzi: «Bene blocco sbarchi, aiutiamoli davvero a casa loro»

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Per affrontare il tema immigrazione «serve buonsenso, ragionevolezza e pensarla sul medio periodo. Tutto subito non si può fare. Si è fatto bene a bloccare gli sbarchi. Non c'è divisione nel Pd su questa cosa. Normale che in un partito che vuole prendere il 30% ci siano opinioni diverse. Ma nella sostanza non ci sono opinioni diverse». Così il segretario Pd, Matteo Renzi, dal palco della Festa dell'Unità di Bologna.

«Aiutiamoli davvero a casa loro... Non l'avessi detto, è venuta giù la rivoluzione. Aiutiamoli davvero a casa loro. Ci sarà qualcuno che non sarà d'accordo», ha poi ribadito il segretario Pd, riferendosi alle polemiche scatenate dall'utilizzo di uno slogan della Lega di Matteo Salvini e ricordando che «la questione immigrazione c'è sempre stata. Non credete a quello che vi dicono che è solo di oggi», serve aiutarli «nei paesi di origine, investire in Africa. Si può fare non solo con le grandi aziende, ma con la cooperazione, con gli investimenti nei luoghi di origine».

«Chi parte e sta in mare, non è che fa i discorsi io li lascio affogare e chi se ne frega. Noi siamo l'Italia, chi sta affogando si prende e si salva. Non è una scelta libera: non salvarli vuol dire non essere umani», ha proseguito Renzi, «abbiamo bisogno di una visione molto seria, c'è un limite massimo di persone che puoi accogliere, è impensabile che tu possa accogliere tutti. Devi salvarli tutti te, ma non puoi aiutarli tutti te».

«Il milione posti di lavoro? Berlusconi l'ha detto, noi l'abbiamo fatto». Con questa battuta il segretario del Pd ha quindi parlato di lavoro durante il suo intervento a Bologna, dopo aver citato i dati Istat secondo cui da febbraio 2014 «ci sono 918mila posti di lavoro in più».

«Dobbiamo essere orgogliosi della battaglia di civiltà che la Regione Emilia-Romagna sta facendo sul tema dei vaccini. È una battaglia sacrosanta, sacrosanta. Noi siamo quelli che stanno dalla parte della scienza, Beppe
Grillo nei suoi spettacoli dice no alla mammografia. Vi rendete conto che ha attaccato Veronesi e Rita Levi Montalcini? Due giganti. Perché devo credere a un guru genovese?», ha poi sottolineato Renzi.

«Tutti quelli che, in questi anni, ci avevano raccontato che il Jobs act non funziona e che tutto andava male, sembrano tutti un po afoni: i gufi sembrano essere ancora in ferie, per noi non è male», ha insistito il segretario del Pd.

«Le vacanze non sono andate male, poteva andare peggio - ha aggiunto Renzi -. L'Italia va un po' meglio di quello che ci aspettassimo, ci sono dati significativi importanti sui posti di lavoro; poi la questione sbarchi, l'immigrazione che vede l'inizio di una soluzione: 115mila erano lo scorso anno, ora sono 99 mila, ma sappiamo che dobbiamo fare un grande lavoro tutti insieme».

«Noi siamo il polo del buon senso e della ragionevolezza. Noi siamo il buon senso contro gli estremisti», ha argomentato ancora Renzi. «Il Jobs act, le riforme sul lavoro, l'abbassamento tasse: lo abbiamo fatto noi» ha detto il leader del Pd, aggiungendo che «c'è ancora tanto da fare»..

«La parola referendum... per 72-73 anni, anche basta!», ha quindi scherzato Renzi, commentando dal palco della Festa del Pd l'ipotesi di un referendum sull'euro. Poi, riferendosi agli ottimi risultati delle aziende emiliano-romagnole sull'export, ha domandato: «Vi immaginate uno che di fronte a queste imprese vi dice: blocchiamo l'euro? Vi prendono per matti». Rispetto a un eventuale referendum sulla divisione tra Emilia e Romagna, proposta avanzata dalla Lega, Renzi ha liquidato il tema con una battuta: «A furia di volere secessioni - ha scherzato - uno ci prende gusto. Poi ci sarà anche la secessione da Emi e Lia, da Ro e Magna...».

Renzi ha poi glissato sulla questione delle Regionali in Sicilia. «In Sicilia che si fa?», era una delle domande arrivate via sms dalla platea e lette dal segretario nazionale del Pd. «Non c'è scritto nel libro», ha risposto Renzi con una battuta, per poi passare a un'altra domanda.

«Sulla Consip e su tutto il resto non vedo l'ora che venga fuori la sentenza e la verità. Noi siamo dalla parte dei magistrati», ha ripetuto Renzi. «Noi - ha proseguito - siamo diversi dagli altri: noi diciamo si va a processo e vogliamo vedere come va a finire. Molti nostri amministratori sono stati indagati e hanno avuto titoli a tutta pagina, poi sono stati prosciolti e c'è stato un trafiletto, dopo cinque anni di vita rovinati».

«Se qualcuno ha fabbricato prove false contro l'allora presidente del Consiglio è una cosa gravissima», ha continuato il segretario dem affrontando il tema delle inchieste sulla Consip, in un passaggio del suo discorso alla festa del Pd di Bologna. «Io sono qui per dire che non ce ne siamo dimenticati. Vogliamo la verità e non ci fermeremo finché i responsabili della falsificazione delle prove non saranno davanti ai tribunali. Lo scandalo Consip e chi ha fabbricato prove false e prima o poi verrà fuori: avviso ai naviganti», ha aggiunto.









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